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giovedì 14 maggio 2009

Cassa di previdenza: i delegati CNPADC dell'Emilia Romagna apprezzano i disegni di legge al vaglio delle camere.

Pubblichiamo la lettera inviata dal gruppo dei delegati C.N.P.A.D.C. dell'Emilia Romagna al Presidente del Consiglio Nazionale Cassa Nazionale di Previdenza dott. Anedda, a tutti i Presidenti degli Ordini locali, e a tutti i colleghi delegati.

Siciliotti: la conciliazione come mezzo fondamentale per la risoluzione più rapida e più economica dei contenzionsi

Pubblichiamo l'articolo del Presidente del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, dott. Claudio Siciliotti, contenente le sue riflessioni sull'importanza della conciliazione e sull'auspicabilità di un filtro preventivo obbligatorio per alleggerire ove possibile il lavoro della giustizia ordinaria, temi già presenti nel suo intervento programmatico al Congresso Nazionale di categoria dello scorso marzo a Torino.

giovedì 12 marzo 2009

Il Ministro Alfano interviene al Congresso di Torino


Questa mattina il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha portato i saluti del Governo ai circa 3000 dottori commercialisti ed esperti contabili riuniti a Torino per il primo congresso nazionale di categoria.

Piena condivisione della linea di apertura e propositività espressa dal Consiglio Nazionale, riconoscimento del ruolo sociale che la nostra categoria potrà ricoprire nel traghettare il Paese fuori dalla crisi e sicuro coinvolgimento della categoria nella riforma della giustizia. Sono stati questi i principali spunti che traiamo dal discorso del Ministro, accolto e salutato da una standing ovation.
Altra nota di rilievo che fa tirare un sospiro di sollievo è stato il deciso no al sistema duale ordini/associazioni.
Domani è atteso l'intervento del Ministro Calderoli.

giovedì 5 febbraio 2009

Riforma, gli Albi vanno da soli: da avvocati, notai e commercialisti niente progetto comune per il ministro Alfano

Doveva essere un documento unitario. Invece, le tre professioni giuridico-economiche - convocate per la prima volta il 28 agosto dal Guardasigilli Angelino Alfano e invitate a produrre "al più presto" proposte per l'efficienza della giustizia e per il riordino del proprio "settore" professionale - procedono in ordine sparso.

I commercialisti hanno già consegnato, il 29 gennaio, al ministro della Giustizia, il proprio documento; "un contributo - spiega il presidente Claudio Siciliotti - a favore della deflazione del contenzioso". I notai si apprestano a "inviare indicazioni e disponibilità", sottolinea il presidente Paolo Piccoli, "nei prossimi giorni".
Gli avvocati sono concentrati a sciogliere il nodo del processo disciplinare e a perfezionare l'ingresso programato alla professione. In ogni caso, dice il presidente del consiglio nazionale forense, Guido Alpa - "presenteremo un documento organico di riforma entro fine mese".

Le categorie sono divise sulle priorità per riposizionarsi, con alcune competenze, nel circuito di semplificazione della giustizia (gli ordinamenti di commercialisti e notai sono stati in gran parte già riformati), d'altra parte gli avvocati hanno anche l'urgenza di rivedere un ordinamento che risale al 1933.

Il 28 agosto, convocati i vertici istituzionali delle professioni, Alfano aveva sollecitato le tre categorie a produrre una proposta condivisa. Un contributo su cui il ministro è tornato nel suo discorso del 31 febbraio. Senza dimenticare le istanze individuali, alle professioni Alfano ha chiesto un contributo per lo snellimento della macchina giudiziaria.
"E' da quest'ultimo punto che siamo partiti", ha sottolineato Siciliotti. Il documento resta riservato ma i commercialisti non negano che le priorità contenute riguardano "il coinvolgimento dei professionisti nella conciliazione, la consulenza tecnica preventiva, la tutela degli incapaci, la certificazione delle dichiarazioni dei redditi nei casi di separazione e divorzio e la costituzione di società di lavoro professionale, con reddito suddiviso in base all'apporto intellettuale dei soci e patrimonio gestito secondo le regole del capitale finanziario".

"Ci siamo impegnati per un documento unitario - spiega Piccoli - ma alla fine si è ritenuto più conveniente andare in autonomia per non forzare le singole esigenze. Tra le varie proposte di deflazione giudiziaria ci rendiamo disponibili per la conciliazione preventiva, ad assumere un ruolo nella procedura esecutiva della giurisdizione fallimentare e nei casi di separazione".

Sul fronte dell'organizzazione della professione Piccoli apre all'associazionismo. "Vorremmo ragionare con il ministro sul tema delle associazioni notarili", già previste dall'articolo 82 della legge professionale per notai dello stesso distretto. "Oggi le associazioni interessano il 15% dei notai - dice Piccoli - ma la crisi spinge verso le aggregazioni, che andrebbero sostenute, anche fiscalmente". All'estero i notai si associano anche con avvocati e commercialisti. "Troppo presto - risponde Piccoli - per i rischi di conflitto di interesse. Ma non ho pregiudiziali a confrontarmi anche su questa ipotesi".

"Il testo di riforma dell'avvocatura sarà consegnato al Guardasigilli entro fine mese" promette Guido Alpa. Che si dice ottimista anche su un'intesa in tempi stretti sull'impianto della procedura disciplinare (con una fase istruttoria affidata all'Ordine locale del legale "sotto procedura" e una giudicante a un collegio esterno): "sono certo che prevarrà la linea del buon senso".

Fonti (3 febbraio 2009)
IlSole 24 Ore - Riforma, gli Albi vanno da soli - L. Cavestri p.27

martedì 3 febbraio 2009

Professioni senza vuoto normativo: salve le vecchie leggi che ancora regolano ordini e collegi

I professionisti si salvano dal vuoto normativo. Dalla messe di provvedimenti obsoleti che saranno spazzati via dal decreto taglialeggi (dl. 200/2008) approvato dalla camera, sono state espunte all'ultimo momento quasi tutte le leggi che ancora regolano il mondo delle professioni.

Resteranno in vita le norme del 1938 sull'obbligatorietà dell'iscrizione agli albi e quelle del 1939 sulle società professionali, le disposizioni del 1944 su consigli degli ordini e quelle sull'esercizio della professione di ragioniere. E ancora, le regole per la tutela delle professioni di ingegnere e architetto e quelle sulla cassa del notariato. L'elenco di atti da mantenere in vigore,depositato alla camera dal governo sotto forma di emendamento, risulta molto più ampio rispetto al testo diffuso in un primo momento da palazzo Chigi.

In ogni caso l'abolizione delle norme slitta almeno a novembre 2009, per permettere, nel frattempo di colmare possibili vuoti normativi.

Fonti (28 genaio 2009)
ItaliaOggi - "Professioni senza vuoto normativo" - F. Cerisano, p. 33

venerdì 14 novembre 2008

1° Congresso Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Il primo Congresso Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che si terrà a Torino dall'11 al 13 marzo 2008.

Il tema conduttore sarà "PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO".
Invitiamo la categoria a partecipare numerosa a questo importante appuntamento.
Noi ci saremo!



mercoledì 10 settembre 2008

Il sindacato SIR.BO risponde al Notariato sulla questione QUOTE SRL

Pubblichiamo la lettera del Rag. Billi, presidente di SIR.BO, in merito all'iniziativa pubblicitaria del Notariato sul tema "cessione quote".

lunedì 21 aprile 2008

Corradi: sull'Albo unico necessario un confronto con la base

Rendiamo disponibile l'articolo apparso su Libero Mercato lo scorso 16 aprile 2008, a firma del dott. Italo Corradi, vice presidente del Comitato per la tutela della professione di dottore commercialista.

lunedì 14 aprile 2008

Terzo ricorso al Tar Lazio contro l'Albo unico

Terzo ricorso presentato dall'avvocato Antonio Baldassarre al Tar del Lazio per bloccare l'albo unico tra ragionieri e dottori commercialisti. Dopo un primo tentativo, con il quale si chiedeva la sospensione delle elezioni locali, e un secondo contro la validità dell'elezione del Consiglio nazionale del 30 novembre 2007 (entrambi ancora da dscutere dai giudici amministrativi), Baldassarre è tornato all'attacco con un ricorso depositato il 15 febbraio scorso. Il legale, su mandato dell'Ordine dei dottori commercialisti di Verona, nel nuovo atto entra nel merito della questione dello status professionale e formativo delle due categorie, sostenendo che le differenze sono tali da non consentire una fusione, se non sollevando un dubbio di natura costituzionale. Ragione che ha convinto Baldassarre a chiedere che sia proprio la Corte costituzionale (che il legale in passato ha presieduto) a dirimere il problema.
Nel ricorso, dopo aver elencato le caratteristiche giuridiche e tecniche delle due professioni e i punti dell'impianto normativo che ha consentito l'unificazione ("Palesemente illegittimo"), si sostiene che "le norme sono incostituzionali nella parte in cui equiparano, sotto il profilo della capacità di svolgere il medesimo esercizio professionale e di formare un medesimo consiglio, differenti categorie tra loro eterogenee tanto per titolo di studio e formazione, quanto per esperienze di lavoro e conoscenze acquisite". Baldassarre scrive che i ragionieri (non laureati) sono abilitati a svolgere un'attività "pratico-esecutiva", mentre i dottori si occupano di cose di "alta professionalità". Invece "il legislatore ha arbitrariamente optato per una promozione ope legis dei ragionieri al più alto livello".

18/04/2008 - Il Mondo, pag. 90

lunedì 7 aprile 2008

POLITICHE FISCALI A CONFRONTO E RIFORMA DELLE LIBERE PROFESSIONI: 10 DOMANDE PER CAPIRE: Intervista a Gianfranco Barbieri

POLITICHE FISCALI A CONFRONTO E RIFORMA DELLE LIBERE PROFESSIONI: 10 DOMANDE PER CAPIRE
intervista a Gianfranco Barbieri

Presidente di ACEF Associazione Culturale Economia e Finanza,
Dottore Commercialista in Bologna

di Alessandro Mattioli

L’evento organizzato da ACEF ha mirato a riproporre a livello locale “le dieci domande alla politica” contenute nel manifesto politico realizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sulle quali si sono confrontati Renato Brunetta (PDL) e Stefano Fassina (PD). Perché questa iniziativa?
In primo luogo perché il CNDCEC ha realizzato un documento ben fatto e quindi abbiamo ritenuto doveroso prenderlo come spunto per un dibattito “tra bolognesi”. Pur muovendo dalle medesime considerazioni, la progettazione della nostra iniziativa è stata in parte diversa, perché ACEF ha cercato di proporre un confronto con taglio pluralista, coinvolgendo oltre a PDL e PD anche UDC, La Destra e La Sinistra Arcobaleno, con i rispettivi esponenti locali. Siamo soddisfatti del progetto perché crediamo che per riavvicinare la politica ai cittadini sia indispensabile ricostruire quel contatto umano che con il dibattito televisivo si è perso.

Cosa qualifica le libere professioni, e in particolare i dottori commercialisti, nel terzo millennio?
Siamo un esercito di lavoratori della conoscenza, in crescita costante, e potremmo rappresentare uno strumento formidabile per rilanciare la crescita dell’Italia. In particolare, più di altre libere professioni, i dottori commercialisti sono in grado di fare da ponte tra il mondo produttivo e le esigenze delle istituzioni e viceversa.

Nell’economia globale c’è ancora posto per le libere professioni?
Recentemente ho partecipato ad un forum internazionale delle professioni liberali, tenutosi qui a Bologna, al quale è intervenuto anche il Presidente CNDCEC dott. Claudio Siciliotti, che ha sostenuto una tesi, condivisibile, secondo cui la nostra libertà è data dalla conoscenza. È libero chi sa, anche più di chi ha. Oggi viviamo in una situazione globale caratterizzata da un mondo a tre velocità: un primo mondo dove si producono i beni, un secondo mondo dove si producono beni, fabbriche e quant’altro, e un terzo mondo dove si produce manodopera sottocosto in cambio della sudditanza politica. Per stare nel primo abbiamo bisogno di capacità intellettuali e conoscenze tecnico scientifiche, e su questo mondo saremo sempre imbattibili e riusciremo a competere. Pur non rappresentando la totalità di questo mondo, le professioni liberali ne sono una componente importante, presupposto sostanziale di libertà e di sviluppo.

Esistono spunti per prossime riforme fiscali?

I liberi professionisti chiedono nuovi strumenti per essere più competitivi sul mercato. Ormai gli studi professionali si stanno avviando ad assumere dimensioni tali per cui è indispensabile rivedere il meccanismo o quanto meno l’aliquota della ritenuta a titolo di acconto sui compensi percepiti. Con un 50% di costi di struttura la ritenuta del 20% significa accumulare sistematicamente crediti verso l’Erario.
Serve un modello societario pensato appositamente per le organizzazioni professionali, dove il capitale intellettuale prevale e caratterizza in modo determinante lo Studio.
Serve la rivisitazione degli studi di settore e più in generale, nell’interesse del Paese, serve un nuovo patto sociale tra Fisco e contribuenti. Oggi il cittadino si sente vessato tanto dalla complessità del sistema quanto dalla sua instabilità. Per questo auspichiamo che qualunque forza vinca, assuma l’impegno a mantenere stabili le basi imponibili ed effettuare una chiara politica fiscale solo intervenendo sulle aliquote.
Il clima di sospetto e la continua introduzione di nuove presunzioni, che lasciano a carico del contribuente la prova della correttezza del proprio comportamento, non aiuta di certo a risollevare il Paese. È giusto che l’Agenzia delle Entrate si doti degli strumenti più efficaci per contrastare l’evasione fiscale, ma il potenziamento delle tecniche di controllo deve andare di pari passo con l’abbandono progressivo delle tecniche presuntive. Diversamente si crea una palese ingiustizia sociale.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che si avvicina oggi alla professione di dottore commercialista?
Credo che la chiave per entrare con successo nel mercato della conoscenza sia acquisire competenze caratteristiche in grado di rendere unica la propria offerta di servizi. Di pari passo alla competenza tecnica vanno sviluppate fortissime competenze relazionali, per far sapere “cosa si sa” ai propri interlocutori. Indispensabile infine è la competenza organizzativa, perché il modello di professionista “autarchico” è definitivamente al tramonto. Non si può più essere liberi professionisti se non si è in grado di collaborare in maniera efficiente ed efficace con (molti) altri colleghi. Per farlo è naturalmente necessario destreggiarsi senza imbarazzi tra le moderne tecnologie di comunicazione.

giovedì 3 aprile 2008

Claudio Siciliotti ha incontrato Renato Brunetta PDL e Stefano Fassina PD

“Dalla politica un sì bipartisan alle nostre proposte su fisco, professioni e diritto societario. Nella prossima legislatura verificheremo il mantenimento delle promesse fatte”
Questa la sintesi dell'incontro tra Claudio Siciliotti, Renato Brunetta e Stefano Fassina (in sostituzione del candidato PD inizialmente atteso).

Roma, 2 aprile 2008 – No ad una riforma delle professioni improntata all’introduzione di un sistema duale tra Ordini e associazioni, eliminazione dell’obbligo dell’intervento del notaio per gli atti di trasferimento di quote di srl e di aziende, riduzione dell’aliquota della ritenuta alla fonte IRPEF a titolo di acconto dovuta sui compensi professionali, nonché ridiscussione del ruolo degli studi di settore e degli obblighi di tracciabilità dei compensi per i titolari di reddito di lavoro autonomo.
Queste in sintesi le più significative indicazioni emerse nel corso di dibattito tenutosi oggi a Roma, presso l’Hotel Exedra, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, al quale hanno partecipato Claudio Siciliotti (presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili), Stefano Fassina (candidato al Senato per il Partito Democratico) e Renato Brunetta (candidato alla Camera del Popolo delle Libertà).


“Le risposte che entrambi gli esponenti politici hanno dato alle nostre sollecitazioni –afferma Siciliotti – sono state assolutamente positive non solo per il contenuto delle stesse, ma anche per l’assoluta chiarezza con la quale gli impegni sono stati assunti, in quanto convintamente condivisi. Sentire due così importanti rappresentanti dei più importanti schieramenti dire con nettezza che il sistema duale tra Ordini e professioni non ha senso alcuno, è la migliore conferma di quello che noi andiamo dicendo da tempo”.
“Non meno importanti – continua Siciliotti – sono state le aperture sul fronte delle tematiche fiscali e l’assoluta condivisione, da parte di entrambi, della necessità di eliminare l’obbligo di intervento del notaio su quegli atti societari per i quali la legge richiede l’autentica della firma non per la validità degli stessi, ma solo per il deposito presso il registro delle imprese. Su questo aspetto, il prof. Brunetta ha dichiarato anzi che, dopo le elezioni, uno dei suoi primi atti sarà quello di fare suoi gli emendamenti che già da qualche mese giacciono al Senato e che consentirebbero di perfezionare questa importante svolta di semplificazione e liberalizzazione. Non meno incisivo è stato il sostegno offerto sul punto anche da Fassina”.
“Dopo questi importanti momenti di confronto – conclude Siciliotti –, non ci resta che attendere le elezioni e l’avvio della nuova legislatura dopodiché non mancheremo di ricordare le promesse così chiaramente fatte dalla politica rispetto alle istanze contenute nel nostro manifesto, monitorando attentamente la loro concreta attuazione”.

venerdì 28 marzo 2008

Bologna - VENERDI' 4 APRILE - invito alla tavola rotonda: Politiche fiscali a confronto e riforma delle libere professioni: 10 domande per capire

A pochi giorni dall’appuntamento elettorale, ACEF - Associazione Culturale Economia e Finanza segnala a tutti i professionisti una occasione di incontro con i rappresentanti locali delle forze politiche, chiamati ad illustrare le diverse soluzioni proposte dai vari schieramenti sui temi della riforma delle libere professioni e della politica fiscale:

***



presenta
POLITICHE FISCALI A CONFRONTO E RIFORMA DELLE LIBERE PROFESSIONI:
10 DOMANDE PER CAPIRE


BOLOGNA - 4 APRILE 2008
ore 9.30 - 13.00
ROYAL HOTEL CARLTON - Bologna via Montebello, 8


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intervengono:

prof. GIULIANO CAZZOLA
candidato alla Camera per il Popolo della Libertà

on. GIAN LUCA GALLETTI
candidato alla Camera per l'Unione dei Democratici Cristiani

on. DONATA LENZI
candidata alla Camera per il Partito Democratico

on. STEFANO MORSELLI
candidato alla Camera per La Destra – Fiamma tricolore

on. DONATELLA MUNGO
candidata alla Camera per La Sinistra – L’Arcobaleno

modera:
GIANFRANCO BARBIERI
dottore commercialista, Presidente di ACEF

L’evento manterrà come filo conduttore le “10 domande poste alla politica” dal neoeletto Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dott. Claudio Siciliotti. Avrà un taglio tecnico, e sarà una occasione di confronto per favorire un voto politico informato.

Il commento del dott. Gianfranco Barbieri, Presidente di ACEF: “Desidero ringraziare i candidati che, nonostante le fitte agende elettorali ed i rischi connessi ad un confronto aperto con i propri avversari politici, interverranno al dibattito su argomenti decisamente delicati quali le politiche fiscali ed il ruolo delle libere professioni nel sistema economico italiano. Mi auguro naturalmente che questo momento di confronto a pochi giorni dal voto sia un’occasione utile per coinvolgere e sensibilizzare i cittadini bolognesi.

Per garantire una conduzione equilibrata della tavola rotonda potrò fortunatamente avvalermi del lavoro svolto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che ha sintetizzato una serie di interrogativi per valutare le proposte politiche dei diversi schieramenti. Per questo sarà mia cura sollecitare risposte semplici e concrete alle dieci domande formulate dal dottor Claudio Siciliotti”.

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Accrediti stampa, profili e foto dei relatori, richieste di ulteriori informazioni e/o immagini/video:
Giacomo Barbieri - 345 2553057 – 335 5274386
giacomo.barbieri@barbierieassociati.it

Segreteria organizzativa ACEF: 051 231125


venerdì 7 marzo 2008

NUOVA TARIFFA PROFESSIONALE dottori commercialisti ed esperti contabili - Circolare n. 12 CNDCEC

Pubblichiamo volentieri la proposta formulata dal CNDCEC per l'aggiornamento delle tariffe professionali di Dottori Commercialisti e Ragionieri.
In particolare sono toccati i punti di novità introdotti dall'art.1 del D.lgs. 139/2005, dalla riforma fallimentare e dalla riforma del diritto societario, oltre a varie incertezze applicative emerse negli anni.

Vi suggeriamo in particolare la disamina degli articoli che trattano le nuove funzioni:
art. 32 (revisioni contabili - controllo contabile),
art. 53 (consulenza economico-finanziaria),
art. 54 (consulenze aziendali particolari)

Ovviamente, lo stesso Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili segnala più volte nella circolare accompagnatoria che si tratta di una "proposta", che dovrà essere pertanto recepita dal Ministero della Giustizia prima di essere applicabile.
Nelle more dell'intervento ministeriale restano valide le attuali tariffe delle rispettive categorie.

Circolare CNDCEC n. 12 del 4 marzo 2008
Proposta di tariffa professionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili

martedì 19 febbraio 2008

Una sola Fondazione per l'Albo Unico

Con l'obiettivo di fornire alle istituzioni del Paese un "contributo tecnico qualificato e di elevato livello, innanzitutto sui temi fiscali ed economici", un nuovo organismo di ricerca è nato dalla fusione tra le Fondazioni Aristeia e Pacioli. Il presidente del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, giudica con entusiasmo la novità e afferma: "E' un risultato di straordinaria importanza quello raggiunto". E ancora: "Abbiamo creato le premesse perchè la professione del dottore commercialista disponga di uno strumento scientifico e di ricerca di altissimo livello".

La neonata Fondazione, denominata "Fondazione istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili", prende il via con un rinnovato comitato direttivo composto da Andrea Foschi, Marco Pezzetta, Antonio Repaci, Raffaele Marcello, Marco Piemonte, Ezio Maria Reggiani e Gianpaolo Valente.

domenica 23 dicembre 2007

Resiste lo stop alle tariffe minime

Il decreto bersani ha passato a pieni voti l'esame della Consulta. Resistono, quindi, le norme sulla liberalizzazione delle professioni che hanno introdotto in Italia l'abolizione delle tariffe minime e la possibilità di fare pubblicità al proprio Studio.
Lo ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza numero 443 del 21 dicembre 2007, nella quale la Corte ha certificato che il decreto Bersani è stato emanato da chi era competente, senza però entrare nel merito della conformità delle singole norme alla Carta fondamentale, vanificando il tentativo del Veneto di smontare la manovra più discussa del governo Prodi. In sentenza, tuttavia, non mancano cenni ai numerosi input lanciati dall'Europa nel senso della liberalizzazion delle professioni.

venerdì 21 dicembre 2007

Corradi: L'Albo dei Ragionieri incorporato in quello dei Dottori Commercialisti

Pubblichiamo la comunicazione del Dott. Corradi inviata ieri a tutti i Dottori Commercialisti, riguardante l'incorporazione dell'Albo dei Ragionieri in quello dei Commercialisti.

giovedì 13 dicembre 2007

La sentenza TAR Lazio n. 12974/07 conferma l'Albo Unico

Il Tar Lazio, con la sentenza n. 12974/07, ha proclamato infondata la tesi secondo cui le elezioni per l’Albo unico non si sarebbero dovute celebrare in quanto non si era realizzata una parte della legge 34/05 e cioè il nuovo assetto degli enti previdenziali dei dottori commercialisti e dei ragionieri. Il Tar ha chiarito che la fusione tra le Casse è demandata alla loro iniziativa ed è illogico subordinare il processo dell’Albo unico, voluto da una legge, ad un’azione volontaria di realtà private. Il Tar ha dato spiegazioni anche in merito alle contestazioni sui seggi a maggioranza e minoranza nei Consigli degli Ordini e sull’inclusione dei ragionieri nella sezione A dell’Albo.
Oggi a Catania si terrà l’ultima assemblea dei presidenti dei Collegi dei ragionieri, in cui William Santorelli, presidente del Consiglio nazionale della categoria, passerà il testimone a Francesco Distefano, che dal 1° gennaio diventerà vice presidente dell’Albo unico.
Resta comunque aperta e tutt'altro che risolta la questione delle casse di previdenza e sono pendenti avanti la Corte Costituzionale procedimenti che chiedono alla Consulta di dichiarare l'illegittimità del D.lgs. 139/2005.
Appena ne avremo disponibilità pubblicheremo il testo della sentenza, con particolare interesse per quanto espresso dal TAR in merito all'inclusione dei ragionieri nella sezione A.

Il Sole – 24 Ore, p. 31 – Contro l’Albo unico contestazioni infondate – M. C. D.

venerdì 30 novembre 2007

Mantini apre agli Ordini: Miglioriamo la riforma

Nel suo intervento al sesto congresso nazionale dei consulenti del lavoro, in corso da ieri a Roma, Pierluigi Mantini, relatore sulla riforma delle professioni alla commissione Giustizia alla Camera, ha affermato di essere pronto ad accogliere le
richieste degli Ordini e a risolvere le difficoltà e le contrapposizioni che per anni hanno bloccato la riforma. Gli Ordini hanno depositato ieri in Parlamento la loro proposta di riforma, scortata da 100mila firme.

Fonti:
Il Sole 24 Ore, p. 30 - Mantini apre agli Ordini: Miglioriamo la riforma - De Cesari
ItaliaOggi, p. 31/34 - Speciale Congresso consulenti del lavoro
ItaliaOggi, p. 50 - Albo unico, tempi maturi - Ufficio stampa e relazioni esterne dell Ancl

lunedì 26 novembre 2007

Gli Albi chiedono salvacondotti

Gli Ordini tornano di nuovo sulla questione della riforma delle professioni. Il direttico Cup che si è riunito per valutare le osservazioni al testo Mantini-Chicchi, ha elaborato un documento unitario che verrà inviato ai due relatori della maggioranza, che proprio l'altro ieri hanno cercato nuovamente di allargare il consenso al coordinamento guidato dall'architetto Raffaele Sirica. Il punto su cui insistono gli Ordini è che le professioni sono collegate al lavoro intellettuale e non, invece, al possesso di un titolo universitario. Si è voluto ribadire che un professionista non lavora solo con l'intelletto ma anche con la conoscenza, e in nessun caso può essere equiparato all'imprenditore. Da questa considerazione parte anche il documento approvato dal Cup. Dagli Ordini fanno però sapere che ci sono alcuni punti sostanziali, nella riforma delle professioni, che vanno modificati.

Fonti:
Il Sole 24 ore - p.35 - Gli Albi chiedono salvacondotti - Manganaro
ItaliaOggi - p.44 - Riforma, dal Cup non solo critiche - Ventura

mercoledì 7 novembre 2007

Cassa di Previdenza: Lettera del Dott. Pastore a tutti i Presidenti degli Ordini locali

Pubblichiamo la lettera che il Dott. Pastore, Presidente della Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti, ha indirizzato a tutti i Presidenti degli Ordini locali in merito alle posizioni delle liste candidate al CNDC per quanto riguarda la Cassa di Previdenza. Nella sua comunicazione, il Presidente Pastore espone le incongruenze della posizione dei Ragionieri, e auspica, ancora una volta, un chiarimento che arrivi dal Guardasigilli.